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In prossimità dei confini di Rivotorto, sulla strada che conduce a Santa Maria degli Angeli, si trova la chiesa romanica dedicata a Santa Maria Maddalena. Si tratta di un edificio antichissimo, databile al XII secolo, legato alla vita di San Francesco. Già nel 1198 si hanno notizie di questa chiesetta, allora utilizzata come lebbrosario e chiamata San Lazzaro dell’Arce. Qui Francesco incontrò il lebbroso, e sceso da cavallo lo abbracciò. Francesco frequentò molto l’ospedale dei lebbrosi dell’Arce. Questo fu il luogo della scelta di vivere con i lebbrosi, come testimoniano San Bonaventura e altre Fonti Francescane. Nel XIV secolo l’ospedale dei lebbrosi e la chiesina vennero dedicati a Santa Maria Maddalena. Dell’antico lebbrosario oggi rimane soltanto la cappella con la facciata in pietra e il piccolo campanile. La facciata è a duplice arco. L’ingresso principale oggi non è praticabile a causa della vicinanza della strada, modificata per far posto alla ferrovia nel 1868. L’accesso avviene tramite una porta laterale. La chiesa è impreziosita da un abside con una traccia di affresco seicentesco. Sopra l’arco dell’abside vi è una tela che raffigura l’annunciazione. Nel 1941 la chiesa passò dalla Parrocchia di Santa Maria Maggiore di Assisi a quella di Rivotorto.

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L’edifico sorge lungo la via Francesca, nel luogo in cui questa si divide nel “Trivio della Francesca”, l’incrocio delle tre vie oggi denominate via della Regola, che conduce al Tugurio e a San Pietro della Spina, via Liverani, che conduce a Santa Maria della Spina e via del Passaggio Vecchio, in direzione di Spello.

Si tratta di un oratorio intitolato a San Giovanni Battista dalla ormai scomparsa Confraternita omonima. Nei primi dell’800, in seguito all’editto napoleonico che vietava la sepoltura dei morti all’interno delle chiese, San Giovanni già sede della Confraternita della Buona Morte, divenne il sito prescelto per il cimitero pubblico, che venne realizzato all’esterno dell’edificio. Negli anni ’80 la chiesa fu oggetto di un attento restauro da parte di una comunità femminile di ispirazione francescana, l’Istituto Secolare delle Missionarie del Vangelo, che aveva acquistato i locali annessi e che tuttora provvede alla custodia del luogo. Un ulteriore restauro, successivo al sisma del 1997, è stato completato alla fine del 2009.

 All’interno sono conservati tre affreschi di autore sconosciuto. Quello centrale è dedicato al Battesimo di Cristo al Giordano ed è datato 1564. L’affresco di destra raffigura l’Immacolata affiancata da San Francesco e Sant’Antonio Abate. A Sinistra di trovala Vergine con Bambino, San Sebastiano, San Rocco e Sant’Antonio da Padova. In basso i simboli del libro, del giglio, il cuore e due personag

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