Chiamaci (+39) 075 8065776

La chiesa di Santa Maria di Rivotorto, nota come il "Santuario di Rivotorto", sorge presso l'omonimo abitato pochi chilometri a sud del paese di Santa Maria degli Angeli.

L'edificio, oggi affidato alle cure dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali, nasce con lo scopo di preservare le strutture del Sacro Tugurio, ovvero il luogo dove San Francesco riunì i suoi seguaci prima di ottenere dall'Ordine dei monaci Benedettini il possesso della Porziuncola. La costruzione attuale di stile neo gotico, eretta a seguito del terremoto del 1854 d.C., che distrusse la chiesa del XVI secolo, si compone di tre navate alle quali si accede da altrettanti portali.

La facciata è decorata con la rappresentazione del miracolo che la storia vuole sia accaduto in questi luoghi: San Francesco, infatti, sarebbe apparso su un carro di fuoco che volava sopra Rivotorto quando nella realtà risulta che egli fosse ad Assisi in attesa di ricevere udienza dal Vescovo Guido II.

L'interno, oltre dalla suggestiva vista del Tugurio, è impreziosito da dodici tele del'600, dipinte da Cesare Permei, che raffigurano alcuni episodi della vita di San Francesco durante il periodo trascorso a Rivotorto.

Pubblicato in Rivotorto

In fondo ad una piazza rettangolare si erge la severa e stupenda facciata in stile romanico-umbro, della Cattedrale di San Rufino. Come risulta da una lapide, in caratteri gotici murata sulla parete di fondo della navata destra, fu dato inizio alla costruzione nell'anno 1140, l'attribuzione diretta è per l'architetto Giovanni da Gubbio.

La Chiesa destinata a raccogliere le spoglie del Vescovo Martire San Rufino, che predicò il Vangelo in Assisi nella prima metà del III secolo ed affogato nel fiume Chiascio, è in ordine di tempo la terza dedicata al santo, dopo il piccolo sacello del V secolo e la Chiesa d'Ugone del XI secolo. La facciata è divisa verticalmente in tre parti da lesene, corrispondenti alle tre navate interne; orizzontalmente in tre zone delimitate da cornici dai tipici archi romanici.

 

Nella fascia inferiore, divisa in tre riquadri, si aprono tre portali ad arco con leoni e grifi stilofori. Il campanile è degno coronamento della facciata, è costruito su una robusta fondazione romana, costituita da enormi blocchi in travertino. Il campanile faceva già parte della Chiesa d'Ugone, ma era posto più basso. La parte superiore alla cornice a conci squadrati, fu costruita contemporaneamente alla facciata, ed è con essa in perfetta armonia. Le bifore della cella campanaria, sovrastano quattro ordini d'archetti ciechi destinati a dare maggiore slancio alla struttura architettonica

Pubblicato in Assisi

La chiesa di Santa Chiara di Assisi viene costruita in stile gotico italiano fra il 1257 ed il 1265, lungo l'asse viario che collega Porta Nuova a S.Francesco. La basilica di Santa Chiara di Assisi, realizzata con la tipica pietra rosa estratta dalle cave del Monte Subasio, contiene preziosi affreschi risalenti al periodo che va dal XII al XIV secolo.

Nella I cappella a destra lungo l'unica navata di Santa Chiara di Assisi, terminante in transetto e abside poligonale, si può ammirare il Crocifisso, che secondo la tradizione, avrebbe invitato S.Francesco nella chiesa di S.Damiano a "rifondare la Chiesa".

Questa cappella e la successiva sono i resti della preesistente chiesa di S.Giorgio e come tali rappresentano la zona più antica dell'edificio. Nella cripta si conservano i resti terreni di Santa Chiara di Assisi e alcune reliquie particolarmente ben conservate: un saio di San Francesco ed una veste realizzata dalla Santa fra le altre. Dalla Piazza antistante la Chiesa, caratterizzata dalla presenza degli archi rampanti sul fianco dell'edificio e dalla facciata con rosone centrale, si può godere di un vasto panorama, tanto che nelle giornate di cielo terso, si può abbracciare in un solo sguardo la valle umbra da Montefalco a Perugia.

Nata nel 1194 da una famiglia nobile del luogo, la bambina viene battezzata Chiara nella chiesa di San Rufino, poiché la madre, quando si era raccolta in preghiera pochi giorni prima del parto, aveva udito una voce annunciarle che avrebbe dato al mondo una "chiara luce" per illuminarlo. Durante gli anni dell'educazione, la ragazza seguì anche i crociati in Terra Santa, fu tuttavia la notte della domenica delle Palme, il 18 marzo 1212, l'esperienza che determinò una radicale svolta nel corso della sua vita; in quella notte infatti la fanciulla raggiunse di nascosto S.Francesco alla Porziuncola.

Come rituali iniziatici in segno di penitenza fu rivestita del saio francescano e le furono tagliati i capelli. Per oltre quaranta anni si ritirò alla vita monacale in San Damiano fuori le mura in estrema povertà e semplicità.

La sua "Regola" fu ufficialmente approvata nel 1252 da Papa Innocenzo IV, il quale giunto a S.Damiano per portarle la benedizione all'Ordine delle Clarisse dovette anche ufficiare i suoi riti funebri l'11 agosto 1253. Il rito fu tuttavia caratterizzato dal fatto che il Papa non volle che si cantasse la messa di requiem ma il rito festivo delle vergini.

Pubblicato in Assisi

La Basilica di San Francesco sorge oggi là dove il Santo aveva scelto di essere sepolto, nella zona di Assisi che nel medioevo era nota come "colle dell'inferno", ovvero il luogo che in quell'epoca era destinato alle esecuzioni pubbliche. Il cantiere della Basilica di San Francesco fu aperto nel 1228 per volontà di Papa Gregorio IX e grazie all'attività di frate Elia, vicario dell’rdine scelto dallo stesso San Francesco.

Furono sufficienti solo due anni per terminare la struttura architettonica della Basilica inferiore di Assisi e solo altri sei per inaugurare la Basilica superiore di San Francesco.
L'aspetto attuale della basilica di San Francesco è tuttavia il frutto di vari interventi fra cui è bene ricordare la realizzazione del campanile con cuspidi (1239), la costruzione di un portico antistante la Basilica inferiore ('400) e di un atrio in pietra ancora per il portale della Basilica inferiore (1445), l'eliminazione delle cuspidi dal campanile (1518).
L'edificio è oggi composto da due chiese sovrapposte, quella superiore ha aspetto gotico, luminoso e slanciato , quella inferiore invece, a cui si accede attraverso un portale gotico del 200, è bassa ed austera. Qui l'interno ad una navata con transetto ospita gli straordinari "affreschi allegorici" di Giotto, la "Madonna Angeli e San Francesco" e i "Cinque Santi" di Simone Martini, gli "Episodi della vita e della passione di Cristo", la "Madonna e Santi" e le "Stigmate" di Lorenzetti.

Ancora opere di Simone Martini e Giotto sono rispettivamente nella prima cappella destra con la "Vita di San Martino" e nella terza con "Santi e storie della Madonna". Nel 1818 in seguito agli scavi sotto l'altare furono riportate alla luce e, dopo attento esame ufficialmente riconosciute, le spoglia del Santo; solo due anni più tardi, per volontà del Papa Pio IX, fu avviata la costruzione della cripta in stile neoclassico nella Basilica inferiore.

L'aspetto attuale è tuttavia il frutto di un'opera di semplificazione avvenuta intorno al 1920. La chiesa superiore ad una sola navata con abside e raffinate vetrate del 1200 è affrescata con il ciclo "La vita del Santo" di Giotto realizzato fra il 1296 e il 1300, con le "Storie del Vecchio e Nuovo Testamento" della scuola del Cimabue e nel transetto, nella crociera e nell' abside con affreschi dello stesso Cimabue risalenti al 1277 oltre ad opere di altri maestri quali Cavallini e Torriti.

Pubblicato in Assisi

In prossimità dei confini di Rivotorto, sulla strada che conduce a Santa Maria degli Angeli, si trova la chiesa romanica dedicata a Santa Maria Maddalena. Si tratta di un edificio antichissimo, databile al XII secolo, legato alla vita di San Francesco. Già nel 1198 si hanno notizie di questa chiesetta, allora utilizzata come lebbrosario e chiamata San Lazzaro dell’Arce. Qui Francesco incontrò il lebbroso, e sceso da cavallo lo abbracciò. Francesco frequentò molto l’ospedale dei lebbrosi dell’Arce. Questo fu il luogo della scelta di vivere con i lebbrosi, come testimoniano San Bonaventura e altre Fonti Francescane. Nel XIV secolo l’ospedale dei lebbrosi e la chiesina vennero dedicati a Santa Maria Maddalena. Dell’antico lebbrosario oggi rimane soltanto la cappella con la facciata in pietra e il piccolo campanile. La facciata è a duplice arco. L’ingresso principale oggi non è praticabile a causa della vicinanza della strada, modificata per far posto alla ferrovia nel 1868. L’accesso avviene tramite una porta laterale. La chiesa è impreziosita da un abside con una traccia di affresco seicentesco. Sopra l’arco dell’abside vi è una tela che raffigura l’annunciazione. Nel 1941 la chiesa passò dalla Parrocchia di Santa Maria Maggiore di Assisi a quella di Rivotorto.

Pubblicato in Rivotorto

L’edifico sorge lungo la via Francesca, nel luogo in cui questa si divide nel “Trivio della Francesca”, l’incrocio delle tre vie oggi denominate via della Regola, che conduce al Tugurio e a San Pietro della Spina, via Liverani, che conduce a Santa Maria della Spina e via del Passaggio Vecchio, in direzione di Spello.

Si tratta di un oratorio intitolato a San Giovanni Battista dalla ormai scomparsa Confraternita omonima. Nei primi dell’800, in seguito all’editto napoleonico che vietava la sepoltura dei morti all’interno delle chiese, San Giovanni già sede della Confraternita della Buona Morte, divenne il sito prescelto per il cimitero pubblico, che venne realizzato all’esterno dell’edificio. Negli anni ’80 la chiesa fu oggetto di un attento restauro da parte di una comunità femminile di ispirazione francescana, l’Istituto Secolare delle Missionarie del Vangelo, che aveva acquistato i locali annessi e che tuttora provvede alla custodia del luogo. Un ulteriore restauro, successivo al sisma del 1997, è stato completato alla fine del 2009.

 All’interno sono conservati tre affreschi di autore sconosciuto. Quello centrale è dedicato al Battesimo di Cristo al Giordano ed è datato 1564. L’affresco di destra raffigura l’Immacolata affiancata da San Francesco e Sant’Antonio Abate. A Sinistra di trovala Vergine con Bambino, San Sebastiano, San Rocco e Sant’Antonio da Padova. In basso i simboli del libro, del giglio, il cuore e due personag

Pubblicato in Rivotorto

La chiesa della Trinità sorge su una piccola altura posta ad est del centro abitato di Rivotorto, al confine tra le parrocchie di San Vitale di Viole, Sant’Apollinare di Capodacqua e la stessa Rivotorto.

In età medievale il territorio di Assisi, nella zona di Rivotorto, era diviso in due balie. La balia della Spina, attraversata dall’omonima strada, con le chiese di Santa Maria e San Pietro, e la balia di San Savino. Entrambe la balie erano attraversate dalla via Francesca, una strada del pellegrinaggio diverticolo della via Francigena. Nella balia di San Savino era presente un ospizio, L’hospitale sancti Savini, identificato con il complesso di cui oggi rimane solo la chiesa della Santissima Trinità. La chiesa, datata tra XI e XII secolo, venne edificata su un pre-esistente edificio di epoca romana, probabilmente un edificio di culto pagano, costruito sulla strada che da Assisi andava verso Spello e Foligno ed è legata alla storia della Beata Angela da Foligno. Qui, infatti, Angela ebbe la visione della Trinità mentre era in pellegrinaggio alla tomba di San Francesco ad Assisi.

Nelle vicinanze della chiesa, l’hospitale accoglieva i viandanti e i forestieri con vitto e alloggio. In seguito la chiesa passò sotto la giurisdizione della Parrocchia di San Vitale e fino alla fine del XX secolo continuò ad essere un luogo di culto per le popolazioni di tale Parrocchia e di quella vicina di Capodacqua. Con la creazione della Parrocchia di Rivotorto, nel 1849, diventarono tre le Parrocchie che frequentavano la chiesa considerandola un luogo di pellegrinaggio e culto. In questo periodo le tre comunità cominciarono a festeggiare insieme la festa della Santissima Trinità.

Nel dopoguerra la chiesa, semi abbandonata, si ridusse in uno stato di desolazione. Solo negli anni ’70, grazie alla Parrocchia di Rivotorto, al gruppo dei Priori della festa della Santissima Trinità, e a tutta la popolazione, si poté procedere al un radicale restauro, nel corso del quale vennero alla luce alcune urne cinerarie e iscrizioni epigrafiche romane di cui oggi si possono vedere ancora alcune tracce sotto la soglia della porta della chiesa e alle pareti. Al termine dei lavori, nel 1977, data la difficoltà del parroco di Viole a seguire lo svolgimento delle funzioni, il Vescovo stabilì che la chiesa fosse utilizzata come naturale estensione della Parrocchia di Rivotorto.Il restauro interessò anche l’abside, l’unica parte affrescata della chiesa. Qui si può ammirare un triplice affresco del XVI secolo che raffigurala SS.ma Trinità.L’immagine del Padre è mancante per la caduta dell’intonaco, sono visibili solo due mani che sorreggono la croce e una tunica rossa che fa da sfondo. Lo Spirito Santo è raffigurato da volti di angeli. Sul lato destro dell’abside un affresco che raffigura San Francesco con in mano la croce e il libro. Sul lato sinistro San Rocco protettore dei pellegrin

Pubblicato in Rivotorto

Facebook Like Box

Sito web sviluppato da: