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PROGRAMMAZIONE

Venerdi 14 agosto - Dj F. Vignaroli - voice: Raffaele Porzi

Sabato 15 agosto - FLUO PARTY con Dj Cristian B - voice: Gius

Domenica 16 agosto - Dj Lucio Camacho

Lunedi 17 agosto - Mr Trasy - voice: Raffaele Porzi

Martedi 18 agosto - Snob 31: J-Ax & Articolo 31 Tribute Band

Mercoledi 19 agosto - KRIMINAL PARTY

Giovedi 20 agosto - RIVO JAMBOREE con “I 50ini”

Venerdi 21 agosto - Dj Set “80-90” con “Tobacco Brothers”

Sabato 22 agosto - Dj Cristian B Vs Dani V - voice: Gius

Domenica 23 agosto - Dj Duit Vs Dj Pablo - voice: Mone

 

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Concorre per il premio "Sagra eccellente dell'Umbria"!

SEZIONE IN COSTRUZIONE!

Controlla più tardi!

La Pro Loco di Rivotorto è conosciuta in tutta l'Umbria per questa manifestazione. La Rassegna si presenta come occasione di incontro, di festa e di amicizia per riscoprire il sapore antico delle nostre tradizioni più belle. Lo stile, l'immagine ed il programma della Rassegna infatti rimangono sempre fedeli alle finalità ed agli scopi prefissati fin dagli anni passati: riproporre alcuni aspetti più significativi della vita del passato, della tradizione della nostra gente, per cogliere quei valori che davano un senso a quella vita magari povera, ma tanto ricca. Recuperare quei valori, rimetterli come punto di riferimento nel nostro vivere di oggi e di domani è l'ispirazione che ci guida da anni. La nostra Rassegna, occasione di riflessione, è sicuramente ricreativa e festosa per tutti. Comunque, l'aspetto più caratteristico, il fiore all'occhiello della Rassegna resta la genuina e prelibata cucina che va alla riscoperta dei più autentici sapori della nostra terra. Tutto viene fatto a mano e cucinato al momento: torta al testo, pasta di casa, gnocchi, strangozzi, pane casereccio, riempiture, arrosti allo spiedo, arrabbiata, erba campagnola, dolci tradizionali. Per gustare tutto al meglio troverete anche posate "vere" e piatti di "coccio" che mantengono la pietanza ben calda. Gli ingredienti freschi e genuini e la bravura delle nostre cuoche-massaie che con l'esperienza affinano la loro arte e la loro maestria, fanno di ogni piatto, anche semplice, un'autentica specialità. Mentre aspettate impazienti al tavolo per essere serviti, ricordate che da noi tutto è fatto a mano ed al momento! E' comunque nostro grande desiderio offrirvi insieme agli antichi sapori, anche un servizio efficiente e soprattutto cordiale! Per essere il più possibile fedeli al passato abbiamo effettuato ricerche, ascoltato testimonianze e racconti, ci siamo documentati su testi di esperti. E' emerso che la cucina rivotortese, e in genere quella umbra, era una cucina povera, che non prevedeva una grande varietà di ingredienti, ma era ricca di sapori e di odori dati dalla genuinità e dalla freschezza di ciò che era usato. Nelle serate della rassegna potrete gustare i piatti semplici e antichi, in una sinfonia di odori e sapori del passato.

La chiesa di Santa Maria di Rivotorto, nota come il "Santuario di Rivotorto", sorge presso l'omonimo abitato pochi chilometri a sud del paese di Santa Maria degli Angeli.

L'edificio, oggi affidato alle cure dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali, nasce con lo scopo di preservare le strutture del Sacro Tugurio, ovvero il luogo dove San Francesco riunì i suoi seguaci prima di ottenere dall'Ordine dei monaci Benedettini il possesso della Porziuncola. La costruzione attuale di stile neo gotico, eretta a seguito del terremoto del 1854 d.C., che distrusse la chiesa del XVI secolo, si compone di tre navate alle quali si accede da altrettanti portali.

La facciata è decorata con la rappresentazione del miracolo che la storia vuole sia accaduto in questi luoghi: San Francesco, infatti, sarebbe apparso su un carro di fuoco che volava sopra Rivotorto quando nella realtà risulta che egli fosse ad Assisi in attesa di ricevere udienza dal Vescovo Guido II.

L'interno, oltre dalla suggestiva vista del Tugurio, è impreziosito da dodici tele del'600, dipinte da Cesare Permei, che raffigurano alcuni episodi della vita di San Francesco durante il periodo trascorso a Rivotorto.

Il Parco del Subasio è costituito dal sistema montano che prende il nome dal monte omonimo, forse il più famoso dell'Umbria, che sorge quasi isolato all'estremità meridionale della catena limitando, a est, la Valle Umbra e dominandone dai suoi 1290 metri di altezza l'ampio paesaggio vallivo e collinare.

Il Parco ha confini definiti dal corso del Tescio a Nord, dal torrente Chiona a sud-est, dal Topino ad Est e, nella parte sud-occidentale da una linea ideale che raccorda i due speroni del massiccio del Monte Subasio su cui sorgono Assisi e Spello e che corre parallela alla Valle Umbra. Dal punto di vista morfologico - territoriale l'elemento che contraddistingue questo territorio è, per l'appunto, il massiccio del Monte Subasio, forse il monte più famoso dell'Umbria, di forma ellittica e di orientamento Nord-Ovest/Sud-Est, che si presenta come un rilievo isolato rispetto alla Valle Umbra, con un profilo arrotondato a "dorso di tartaruga", dominante l'ampio paesaggio vallivo e collinare circostante.

Il Subasio, sin dal X sec. a.C., ha assunto carattere di sacralità e misticismo per le popolazioni umbre e questi elementi di spiritualità si sono rafforzati e caratterizzati con San Francesco e le presenze del suo ordine monastico.

Il Cantico delle Creature è straordinario documento di ammirazione e di amore per la natura e il Monte Subasio, con i possibili riferimenti al Cantico, è anche il luogo più adatto a costituire un Parco Letterario a cui possono far da guida i versi del santo fraticello di Assisi.

In fondo ad una piazza rettangolare si erge la severa e stupenda facciata in stile romanico-umbro, della Cattedrale di San Rufino. Come risulta da una lapide, in caratteri gotici murata sulla parete di fondo della navata destra, fu dato inizio alla costruzione nell'anno 1140, l'attribuzione diretta è per l'architetto Giovanni da Gubbio.

La Chiesa destinata a raccogliere le spoglie del Vescovo Martire San Rufino, che predicò il Vangelo in Assisi nella prima metà del III secolo ed affogato nel fiume Chiascio, è in ordine di tempo la terza dedicata al santo, dopo il piccolo sacello del V secolo e la Chiesa d'Ugone del XI secolo. La facciata è divisa verticalmente in tre parti da lesene, corrispondenti alle tre navate interne; orizzontalmente in tre zone delimitate da cornici dai tipici archi romanici.

 

Nella fascia inferiore, divisa in tre riquadri, si aprono tre portali ad arco con leoni e grifi stilofori. Il campanile è degno coronamento della facciata, è costruito su una robusta fondazione romana, costituita da enormi blocchi in travertino. Il campanile faceva già parte della Chiesa d'Ugone, ma era posto più basso. La parte superiore alla cornice a conci squadrati, fu costruita contemporaneamente alla facciata, ed è con essa in perfetta armonia. Le bifore della cella campanaria, sovrastano quattro ordini d'archetti ciechi destinati a dare maggiore slancio alla struttura architettonica

La chiesa di Santa Chiara di Assisi viene costruita in stile gotico italiano fra il 1257 ed il 1265, lungo l'asse viario che collega Porta Nuova a S.Francesco. La basilica di Santa Chiara di Assisi, realizzata con la tipica pietra rosa estratta dalle cave del Monte Subasio, contiene preziosi affreschi risalenti al periodo che va dal XII al XIV secolo.

Nella I cappella a destra lungo l'unica navata di Santa Chiara di Assisi, terminante in transetto e abside poligonale, si può ammirare il Crocifisso, che secondo la tradizione, avrebbe invitato S.Francesco nella chiesa di S.Damiano a "rifondare la Chiesa".

Questa cappella e la successiva sono i resti della preesistente chiesa di S.Giorgio e come tali rappresentano la zona più antica dell'edificio. Nella cripta si conservano i resti terreni di Santa Chiara di Assisi e alcune reliquie particolarmente ben conservate: un saio di San Francesco ed una veste realizzata dalla Santa fra le altre. Dalla Piazza antistante la Chiesa, caratterizzata dalla presenza degli archi rampanti sul fianco dell'edificio e dalla facciata con rosone centrale, si può godere di un vasto panorama, tanto che nelle giornate di cielo terso, si può abbracciare in un solo sguardo la valle umbra da Montefalco a Perugia.

Nata nel 1194 da una famiglia nobile del luogo, la bambina viene battezzata Chiara nella chiesa di San Rufino, poiché la madre, quando si era raccolta in preghiera pochi giorni prima del parto, aveva udito una voce annunciarle che avrebbe dato al mondo una "chiara luce" per illuminarlo. Durante gli anni dell'educazione, la ragazza seguì anche i crociati in Terra Santa, fu tuttavia la notte della domenica delle Palme, il 18 marzo 1212, l'esperienza che determinò una radicale svolta nel corso della sua vita; in quella notte infatti la fanciulla raggiunse di nascosto S.Francesco alla Porziuncola.

Come rituali iniziatici in segno di penitenza fu rivestita del saio francescano e le furono tagliati i capelli. Per oltre quaranta anni si ritirò alla vita monacale in San Damiano fuori le mura in estrema povertà e semplicità.

La sua "Regola" fu ufficialmente approvata nel 1252 da Papa Innocenzo IV, il quale giunto a S.Damiano per portarle la benedizione all'Ordine delle Clarisse dovette anche ufficiare i suoi riti funebri l'11 agosto 1253. Il rito fu tuttavia caratterizzato dal fatto che il Papa non volle che si cantasse la messa di requiem ma il rito festivo delle vergini.

La Basilica di San Francesco sorge oggi là dove il Santo aveva scelto di essere sepolto, nella zona di Assisi che nel medioevo era nota come "colle dell'inferno", ovvero il luogo che in quell'epoca era destinato alle esecuzioni pubbliche. Il cantiere della Basilica di San Francesco fu aperto nel 1228 per volontà di Papa Gregorio IX e grazie all'attività di frate Elia, vicario dell’rdine scelto dallo stesso San Francesco.

Furono sufficienti solo due anni per terminare la struttura architettonica della Basilica inferiore di Assisi e solo altri sei per inaugurare la Basilica superiore di San Francesco.
L'aspetto attuale della basilica di San Francesco è tuttavia il frutto di vari interventi fra cui è bene ricordare la realizzazione del campanile con cuspidi (1239), la costruzione di un portico antistante la Basilica inferiore ('400) e di un atrio in pietra ancora per il portale della Basilica inferiore (1445), l'eliminazione delle cuspidi dal campanile (1518).
L'edificio è oggi composto da due chiese sovrapposte, quella superiore ha aspetto gotico, luminoso e slanciato , quella inferiore invece, a cui si accede attraverso un portale gotico del 200, è bassa ed austera. Qui l'interno ad una navata con transetto ospita gli straordinari "affreschi allegorici" di Giotto, la "Madonna Angeli e San Francesco" e i "Cinque Santi" di Simone Martini, gli "Episodi della vita e della passione di Cristo", la "Madonna e Santi" e le "Stigmate" di Lorenzetti.

Ancora opere di Simone Martini e Giotto sono rispettivamente nella prima cappella destra con la "Vita di San Martino" e nella terza con "Santi e storie della Madonna". Nel 1818 in seguito agli scavi sotto l'altare furono riportate alla luce e, dopo attento esame ufficialmente riconosciute, le spoglia del Santo; solo due anni più tardi, per volontà del Papa Pio IX, fu avviata la costruzione della cripta in stile neoclassico nella Basilica inferiore.

L'aspetto attuale è tuttavia il frutto di un'opera di semplificazione avvenuta intorno al 1920. La chiesa superiore ad una sola navata con abside e raffinate vetrate del 1200 è affrescata con il ciclo "La vita del Santo" di Giotto realizzato fra il 1296 e il 1300, con le "Storie del Vecchio e Nuovo Testamento" della scuola del Cimabue e nel transetto, nella crociera e nell' abside con affreschi dello stesso Cimabue risalenti al 1277 oltre ad opere di altri maestri quali Cavallini e Torriti.

In prossimità dei confini di Rivotorto, sulla strada che conduce a Santa Maria degli Angeli, si trova la chiesa romanica dedicata a Santa Maria Maddalena. Si tratta di un edificio antichissimo, databile al XII secolo, legato alla vita di San Francesco. Già nel 1198 si hanno notizie di questa chiesetta, allora utilizzata come lebbrosario e chiamata San Lazzaro dell’Arce. Qui Francesco incontrò il lebbroso, e sceso da cavallo lo abbracciò. Francesco frequentò molto l’ospedale dei lebbrosi dell’Arce. Questo fu il luogo della scelta di vivere con i lebbrosi, come testimoniano San Bonaventura e altre Fonti Francescane. Nel XIV secolo l’ospedale dei lebbrosi e la chiesina vennero dedicati a Santa Maria Maddalena. Dell’antico lebbrosario oggi rimane soltanto la cappella con la facciata in pietra e il piccolo campanile. La facciata è a duplice arco. L’ingresso principale oggi non è praticabile a causa della vicinanza della strada, modificata per far posto alla ferrovia nel 1868. L’accesso avviene tramite una porta laterale. La chiesa è impreziosita da un abside con una traccia di affresco seicentesco. Sopra l’arco dell’abside vi è una tela che raffigura l’annunciazione. Nel 1941 la chiesa passò dalla Parrocchia di Santa Maria Maggiore di Assisi a quella di Rivotorto.

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