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PROGRAMMAZIONE

Venerdi 14 agosto - Dj F. Vignaroli - voice: Raffaele Porzi

Sabato 15 agosto - FLUO PARTY con Dj Cristian B - voice: Gius

Domenica 16 agosto - Dj Lucio Camacho

Lunedi 17 agosto - Mr Trasy - voice: Raffaele Porzi

Martedi 18 agosto - Snob 31: J-Ax & Articolo 31 Tribute Band

Mercoledi 19 agosto - KRIMINAL PARTY

Giovedi 20 agosto - RIVO JAMBOREE con “I 50ini”

Venerdi 21 agosto - Dj Set “80-90” con “Tobacco Brothers”

Sabato 22 agosto - Dj Cristian B Vs Dani V - voice: Gius

Domenica 23 agosto - Dj Duit Vs Dj Pablo - voice: Mone

 

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La chiesa di Santa Maria di Rivotorto, nota come il "Santuario di Rivotorto", sorge presso l'omonimo abitato pochi chilometri a sud del paese di Santa Maria degli Angeli.

L'edificio, oggi affidato alle cure dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali, nasce con lo scopo di preservare le strutture del Sacro Tugurio, ovvero il luogo dove San Francesco riunì i suoi seguaci prima di ottenere dall'Ordine dei monaci Benedettini il possesso della Porziuncola. La costruzione attuale di stile neo gotico, eretta a seguito del terremoto del 1854 d.C., che distrusse la chiesa del XVI secolo, si compone di tre navate alle quali si accede da altrettanti portali.

La facciata è decorata con la rappresentazione del miracolo che la storia vuole sia accaduto in questi luoghi: San Francesco, infatti, sarebbe apparso su un carro di fuoco che volava sopra Rivotorto quando nella realtà risulta che egli fosse ad Assisi in attesa di ricevere udienza dal Vescovo Guido II.

L'interno, oltre dalla suggestiva vista del Tugurio, è impreziosito da dodici tele del'600, dipinte da Cesare Permei, che raffigurano alcuni episodi della vita di San Francesco durante il periodo trascorso a Rivotorto.

Pubblicato in Rivotorto

In prossimità dei confini di Rivotorto, sulla strada che conduce a Santa Maria degli Angeli, si trova la chiesa romanica dedicata a Santa Maria Maddalena. Si tratta di un edificio antichissimo, databile al XII secolo, legato alla vita di San Francesco. Già nel 1198 si hanno notizie di questa chiesetta, allora utilizzata come lebbrosario e chiamata San Lazzaro dell’Arce. Qui Francesco incontrò il lebbroso, e sceso da cavallo lo abbracciò. Francesco frequentò molto l’ospedale dei lebbrosi dell’Arce. Questo fu il luogo della scelta di vivere con i lebbrosi, come testimoniano San Bonaventura e altre Fonti Francescane. Nel XIV secolo l’ospedale dei lebbrosi e la chiesina vennero dedicati a Santa Maria Maddalena. Dell’antico lebbrosario oggi rimane soltanto la cappella con la facciata in pietra e il piccolo campanile. La facciata è a duplice arco. L’ingresso principale oggi non è praticabile a causa della vicinanza della strada, modificata per far posto alla ferrovia nel 1868. L’accesso avviene tramite una porta laterale. La chiesa è impreziosita da un abside con una traccia di affresco seicentesco. Sopra l’arco dell’abside vi è una tela che raffigura l’annunciazione. Nel 1941 la chiesa passò dalla Parrocchia di Santa Maria Maggiore di Assisi a quella di Rivotorto.

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L’edifico sorge lungo la via Francesca, nel luogo in cui questa si divide nel “Trivio della Francesca”, l’incrocio delle tre vie oggi denominate via della Regola, che conduce al Tugurio e a San Pietro della Spina, via Liverani, che conduce a Santa Maria della Spina e via del Passaggio Vecchio, in direzione di Spello.

Si tratta di un oratorio intitolato a San Giovanni Battista dalla ormai scomparsa Confraternita omonima. Nei primi dell’800, in seguito all’editto napoleonico che vietava la sepoltura dei morti all’interno delle chiese, San Giovanni già sede della Confraternita della Buona Morte, divenne il sito prescelto per il cimitero pubblico, che venne realizzato all’esterno dell’edificio. Negli anni ’80 la chiesa fu oggetto di un attento restauro da parte di una comunità femminile di ispirazione francescana, l’Istituto Secolare delle Missionarie del Vangelo, che aveva acquistato i locali annessi e che tuttora provvede alla custodia del luogo. Un ulteriore restauro, successivo al sisma del 1997, è stato completato alla fine del 2009.

 All’interno sono conservati tre affreschi di autore sconosciuto. Quello centrale è dedicato al Battesimo di Cristo al Giordano ed è datato 1564. L’affresco di destra raffigura l’Immacolata affiancata da San Francesco e Sant’Antonio Abate. A Sinistra di trovala Vergine con Bambino, San Sebastiano, San Rocco e Sant’Antonio da Padova. In basso i simboli del libro, del giglio, il cuore e due personag

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La chiesa della Trinità sorge su una piccola altura posta ad est del centro abitato di Rivotorto, al confine tra le parrocchie di San Vitale di Viole, Sant’Apollinare di Capodacqua e la stessa Rivotorto.

In età medievale il territorio di Assisi, nella zona di Rivotorto, era diviso in due balie. La balia della Spina, attraversata dall’omonima strada, con le chiese di Santa Maria e San Pietro, e la balia di San Savino. Entrambe la balie erano attraversate dalla via Francesca, una strada del pellegrinaggio diverticolo della via Francigena. Nella balia di San Savino era presente un ospizio, L’hospitale sancti Savini, identificato con il complesso di cui oggi rimane solo la chiesa della Santissima Trinità. La chiesa, datata tra XI e XII secolo, venne edificata su un pre-esistente edificio di epoca romana, probabilmente un edificio di culto pagano, costruito sulla strada che da Assisi andava verso Spello e Foligno ed è legata alla storia della Beata Angela da Foligno. Qui, infatti, Angela ebbe la visione della Trinità mentre era in pellegrinaggio alla tomba di San Francesco ad Assisi.

Nelle vicinanze della chiesa, l’hospitale accoglieva i viandanti e i forestieri con vitto e alloggio. In seguito la chiesa passò sotto la giurisdizione della Parrocchia di San Vitale e fino alla fine del XX secolo continuò ad essere un luogo di culto per le popolazioni di tale Parrocchia e di quella vicina di Capodacqua. Con la creazione della Parrocchia di Rivotorto, nel 1849, diventarono tre le Parrocchie che frequentavano la chiesa considerandola un luogo di pellegrinaggio e culto. In questo periodo le tre comunità cominciarono a festeggiare insieme la festa della Santissima Trinità.

Nel dopoguerra la chiesa, semi abbandonata, si ridusse in uno stato di desolazione. Solo negli anni ’70, grazie alla Parrocchia di Rivotorto, al gruppo dei Priori della festa della Santissima Trinità, e a tutta la popolazione, si poté procedere al un radicale restauro, nel corso del quale vennero alla luce alcune urne cinerarie e iscrizioni epigrafiche romane di cui oggi si possono vedere ancora alcune tracce sotto la soglia della porta della chiesa e alle pareti. Al termine dei lavori, nel 1977, data la difficoltà del parroco di Viole a seguire lo svolgimento delle funzioni, il Vescovo stabilì che la chiesa fosse utilizzata come naturale estensione della Parrocchia di Rivotorto.Il restauro interessò anche l’abside, l’unica parte affrescata della chiesa. Qui si può ammirare un triplice affresco del XVI secolo che raffigurala SS.ma Trinità.L’immagine del Padre è mancante per la caduta dell’intonaco, sono visibili solo due mani che sorreggono la croce e una tunica rossa che fa da sfondo. Lo Spirito Santo è raffigurato da volti di angeli. Sul lato destro dell’abside un affresco che raffigura San Francesco con in mano la croce e il libro. Sul lato sinistro San Rocco protettore dei pellegrin

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